LA PARTICOLARITA’ DEI DIRITTI FA LA DIFFERENZA

Partendo dalle valutazioni circa i rapporti patrimoniali tra i coniugi, la Sentenza in esame centra la diversità tra diritto reale e diritto di credito.

In ossequio a quanto detto, la prenotazione di un alloggio di cooperativa edilizia a contributo statale, configuratasi  nella semplice qualità di socio, riveste la qualifica di diritto di credito, che, in quanto tale, non può formare oggetto della “communio incidens” familiare a differenza del trasferimento del diritto reale di proprietà dell’ immobile che si realizza col contratto di cessione determinando ipso iure et ipso facto l’ inserimento del bene oggetto dell’ atto nell’ ambito della comunione legale.

Alla luce di tali considerazioni prettamente giuridiche, la Suprema Corte pone una netta demarcazione tra beni inclusi nella comunione legale, anche per motivazioni sociologiche (ex art. 177 c.c.,salvo espresse eccezioni) e beni esclusi dalla stessa.

Si assiste, dunque, ad una elaborazione dei principi di diritto che sostengono l’ impianto codicistico in tema di comunione legale, con particolare riferimento all’ oggetto della comunione medesima e ai suoi limiti, in continuità con un consolidato solco interpretativo della Suprema Corte.

 

*Cassazione, sentenza 30 maggio 2018, n. 13570, sez. II civile

In tema di assegnazione di alloggi di cooperative edilizie a contributo statale, il momento determinativo dell’acquisto della titolarità dell’immobile da parte del singolo socio, onde stabilire se il bene ricada, o meno, nella comunione legale tra coniugi, è quello della stipula del contratto di trasferimento del diritto dominicale (contestuale alla convenzione di mutuo individuale), poiché solo con la conclusione di tale negozio il socio acquista, irrevocabilmente, la proprietà dell’alloggio (assumendo, nel contempo, la veste di mutuatario dell’ente erogatore), mentre la semplice qualità di socio, e la correlata “prenotazione”, in tale veste, dell’alloggio, si pongono come vicende riconducibili soltanto a diritti di credito nei confronti della cooperativa, inidonei, come tali, a formare oggetto della “communio incidens” familiare.

Partendo dalle valutazioni circa i rapporti patrimoniali tra i coniugi, la Sentenza in esame centra la diversità tra diritto reale e diritto di credito.

In ossequio a quanto detto, la prenotazione di un alloggio di cooperativa edilizia a contributo statale, configuratasi  nella semplice qualità di socio, riveste la qualifica di diritto di credito, che, in quanto tale, non può formare oggetto della “communio incidens” familiare a differenza del trasferimento del diritto reale di proprietà dell’ immobile che si realizza col contratto di cessione determinando ipso iure et ipso facto l’ inserimento del bene oggetto dell’ atto nell’ ambito della comunione legale.

Alla luce di tali considerazioni prettamente giuridiche, la Suprema Corte pone una netta demarcazione tra beni inclusi nella comunione legale, anche per motivazioni sociologiche (ex art. 177 c.c.,salvo espresse eccezioni) e beni esclusi dalla stessa.

Si assiste, dunque, ad una elaborazione dei principi di diritto che sostengono l’ impianto codicistico in tema di comunione legale, con particolare riferimento all’ oggetto della comunione medesima e ai suoi limiti, in continuità con un consolidato solco interpretativo della Suprema Corte.

 

*Cassazione, sentenza 30 maggio 2018, n. 13570, sez. II civile

In tema di assegnazione di alloggi di cooperative edilizie a contributo statale, il momento determinativo dell’acquisto della titolarità dell’immobile da parte del singolo socio, onde stabilire se il bene ricada, o meno, nella comunione legale tra coniugi, è quello della stipula del contratto di trasferimento del diritto dominicale (contestuale alla convenzione di mutuo individuale), poiché solo con la conclusione di tale negozio il socio acquista, irrevocabilmente, la proprietà dell’alloggio (assumendo, nel contempo, la veste di mutuatario dell’ente erogatore), mentre la semplice qualità di socio, e la correlata “prenotazione”, in tale veste, dell’alloggio, si pongono come vicende riconducibili soltanto a diritti di credito nei confronti della cooperativa, inidonei, come tali, a formare oggetto della “communio incidens” familiare.