VINCOLI DI DESTINAZIONE E PATRIMONI SEPARATI

CHE CONFUSIONE!!!

Ancor oggi il confine che delimita queste due fattispecie giuridiche appare nebuloso, stante la costante commistione che le unisce per finalizzare e realizzare vicende giuridiche complesse di cui l’ uno costituisce il presupposto e l’ elemento qualificante per giungere all’altro.

L’ inquadramento dottrinario corretto  marca nettamente la distinzione tra i due istituti, pur evidenziandone la contiguità concettuale che li lega.

Possono esistere vincoli di destinazione che non creano necessariamente patrimoni autonomi o separati, poichè nell’ambito di un unico patrimonio si destinano determinati beni ( rectius i diritti su determinati beni) a funzioni e scopi particolari, giuridicamente rilevanti, protetti o espressamente normati:

  • pertinenze;
  • ipoteca;
  • servitù;
  • fondo patrimoniale (ove non traslativo della proprietà).

Possono esistere patrimoni autonomi / separati che prescindono da un vincolo di destinazione contrattuale e nascenti per disposizione di legge o per volontà delle parti:

  • eredità accettata con beneficio di inventario;
  • eredità giacente;
  • s.r.l. unipersonale.

Infine, esistono patrimoni separati che possono nascere – e nascono- solo se sussiste un vincolo di destinazione, che realizza uno scopo “meritevole” di tutela giuridica e, quindi, rilevante per il nostro ordinamento:

  • vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c.;
  • patrimoni destinati ad uno specifico affare ex artt. 2447-bis e ss. c.c..

Il legame che si costituisce tra il distinto centro di interesse e i beni destinati al soddisfacimento dell’ interesse del quale il centro è portatore, ha l’ effetto di “spersonalizzare” i beni “destinati” rispetto all’ autore della destinazione e di legarli funzionalmente al centro identificato dal destinante (A. Falzea).

Solo in questi casi si potrà correttamente parlare di “patrimoni autonomi destinati”, in quanto il collegamento funzionale di destinazione è elemento propedeutico e fondamentale alla creazione di un patrimonio separato, che vive giuridicamente di “vita propria”, fuori dal perimetro degli interessi e delle vicende giuridiche dell’ autore della destinazione.

Gennaro Fiordiliso

CHE CONFUSIONE!!!

Ancor oggi il confine che delimita queste due fattispecie giuridiche appare nebuloso, stante la costante commistione che le unisce per finalizzare e realizzare vicende giuridiche complesse di cui l’ uno costituisce il presupposto e l’ elemento qualificante per giungere all’altro.

L’ inquadramento dottrinario corretto  marca nettamente la distinzione tra i due istituti, pur evidenziandone la contiguità concettuale che li lega.

Possono esistere vincoli di destinazione che non creano necessariamente patrimoni autonomi o separati, poichè nell’ambito di un unico patrimonio si destinano determinati beni ( rectius i diritti su determinati beni) a funzioni e scopi particolari, giuridicamente rilevanti, protetti o espressamente normati:

  • pertinenze;
  • ipoteca;
  • servitù;
  • fondo patrimoniale (ove non traslativo della proprietà).

Possono esistere patrimoni autonomi / separati che prescindono da un vincolo di destinazione contrattuale e nascenti per disposizione di legge o per volontà delle parti:

  • eredità accettata con beneficio di inventario;
  • eredità giacente;
  • s.r.l. unipersonale.

Infine, esistono patrimoni separati che possono nascere – e nascono- solo se sussiste un vincolo di destinazione, che realizza uno scopo “meritevole” di tutela giuridica e, quindi, rilevante per il nostro ordinamento:

  • vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c.;
  • patrimoni destinati ad uno specifico affare ex artt. 2447-bis e ss. c.c..

Il legame che si costituisce tra il distinto centro di interesse e i beni destinati al soddisfacimento dell’ interesse del quale il centro è portatore, ha l’ effetto di “spersonalizzare” i beni “destinati” rispetto all’ autore della destinazione e di legarli funzionalmente al centro identificato dal destinante (A. Falzea).

Solo in questi casi si potrà correttamente parlare di “patrimoni autonomi destinati”, in quanto il collegamento funzionale di destinazione è elemento propedeutico e fondamentale alla creazione di un patrimonio separato, che vive giuridicamente di “vita propria”, fuori dal perimetro degli interessi e delle vicende giuridiche dell’ autore della destinazione.

Gennaro Fiordiliso