LE AZIONI DI GODIMENTO, IL LORO RUOLO IN ASSEMBLEA E IL LORO RAPPORTO CON LE PRINCIPALI OPERAZIONI SUL CAPITALE

39_soci_454

Le azioni di godimento sono previste all’articolo 2353 c.c.La ratio della norma va ravvisata nella salvaguardia del principio della parità di trattamento tra i soci sotto i profili patrimoniale e finanziario nell’ambito delle operazioni di riduzione del capitale da attuarsi mediante sorteggio e rimborso delle azioni estratte a valore nominale. (1) Ciò soprattutto al fine di consentire la conservazione, in capo capo ai soci le cui azioni sono state rimborsate, delle eventuali plusvalenze del patrimonio sul capitale, che essi invece non percepirebbero con il puro rimborso del valore nominale dei titoli annullati. (2)
Quanto alla funzione delle azioni di godimento, sotto il profilo patrimoniale, esse, in caso di liquidazione concorrono nella ripartizione del patrimonio residuo dopo il rimborso delle altre azioni al valore nominale. Sotto il profilo finanziario, esse concorrono nella ripartizione degli utili che residuano dopo il pagamento delle azioni non rimborsate di un dividendo pari all’interesse legale (3)
Il legislatore, con l’articolo 2353 c.c., individua le ipotesi in cui possono essere emesse le azioni di godimento ma non prevede un’espressa disciplina, pertanto sorgono numerosi interrogativi in ordine al loro ruolo all’interno dell’organizzazione societaria e delle varie operazioni sul capitale sociale.
Prima di procedere ad una disamina di tali problematiche pare opportuno fare un breve cenno in ordine alla natura giuridica delle azioni in commento. La dottrina si è interrogata se tale categoria di azioni fosse o meno una partecipazione sociale. (4)
Secondo alcuni autori esse rappresentano solo il titolo di credito per pretendere i diritti patrimoniali di cui all’art. 2353 c.c., perché a fronte dell’azione di godimento non vi sarebbe più un conferimento, dato che il valore nominale dell’azione è stato rimborsato. (5)
Altra parte, viceversa, ritiene che le azioni di godimento siano autentiche partecipazioni sociali, sia pur modificate nel loro contenuto. Il capitale sociale esprime il valore originario dei conferimenti, eseguiti i quali, il socio partecipa ad una quota ideale del patrimonio della società, com’è dimostrato dal fatto che egli continua ad essere socio in sede di liquidazione quando gli sia stato rimborsato il valore nominale e debba ancora ricevere eventuali ulteriori somme da ripartire.(6)
Di regola occorre chiedersi se sia necessaria la preventiva previsione statutaria affinché la società possa legittimamente emettere azioni di godimento. La risposta dipende dalla tesi a cui si intende aderire riguardo alla loro obbligatorietà o meno ex lege nell’ipotesi di riduzione reale non proporzionale. Nel primo caso la previsione potrebbe anche mancare, nel secondo no. Tuttavia, in caso di azioni di godimento con diritto di voto si ritiene che la previsione statutaria sia necessaria per quanto previsto dall’articolo 2353 c.c. nella parte in cui richiede l’espressa attribuzione del diritto di voto.
Come emerge dalla lettera dalla legge se non è espressamente previsto nello statuto le azioni di godimento sono prive del diritto di voto. Da ciò sorgono i seguenti quesiti: l’azionista di godimento è socio? Come vengono considerate tali azioni ai fini dell’individuazione del quorum costitutivo e deliberativo dell’assemblea? Che cosa succede in caso di assemblea totalitaria?
Secondo autorevole dottrina l’azionista di godimento è socio (7) a prescindere dal fatto che le azioni siano o meno munite di diritto di voto. Pertanto ai fini della regolare costituzione dell’assemblea dei soci l’azionista di godimento dovrà essere convocato al pari di tutti gli altri e le sue azioni dovranno essere computate ai fini del calcolo del quorum costitutivo. Per quanto riguarda il computo ai fini del calcolo del quorum deliberativo, invece, se le azioni sono dotate di diritto di voto saranno necessarie ai fini del suddetto calcolo, in caso contrario non si terrà conto di esse.
In presenza di azioni di godimento prive di diritto di voto la situazione si complica nel caso di assemblea totalitaria. In particolare la dottrina ha discusso a lungo se tali azionisti avessero comunque diritto di intervento alle adunanze assembleari.
Dopo la riforma del 2003, con l’art. 2370 c.c. il legislatore ha affermato in modo netto la strumentalità tra intervento e voto, ragion per cui è ormai pacifico che gli azionisti di godimento privi di voto non possono partecipare. (8)
In conseguenza dal punto di vista redazionale la presenza dell’azionista di godimento all’assemblea totalitaria può essere giustificata solo da un consenso (unanime, secondo parte autorevole della dottrina) dei soci (e, preferibilmente, del presidente dell’assemblea).
Come sopra accennato occorre fare qualche riflessione in ordine al rapporto tra la presenza in società di azioni di godimento e le varie operazioni sul capitale. La maggior parte degli autori contempla l’emissione di azioni di godimento facendo riferimento alla riduzione non proporzionale con sorteggio, ritenendo però che il Legislatore all’art. 2353 c.c. non limital’emissione di tali azioni solo a questa ipotesi.(9)
La dottrina è divisa nell’ammettere l’emissione di azioni di godimento, oltre nel caso di riduzione volontaria, anche a seguito di riduzione del capitale sociale per perdite. (10)
Parte della dottrina ritiene che l’articolo 2353 c.c. non si possa applicare alla fattispecie della riduzione del capitale per perdite per due motivi. Da un lato per il tenore letterale della norma in commento, che prevede l’emissione delle azioni di godimento esclusivamente in relazione ad azioni rimborsate al loro valore nominale. Nella riduzione del capitale per perdite non si assiste ad alcun rimborso monetario. Dall’altro lato, mancherebbe la ratio sottesa all’emissione delle azioni di godimento, in quanto la riduzione per perdite avviene solitamente mediante riduzione paritetica del valore nominale di tutte le azioni, non realizzando una violazione del principio di parità di trattamento. (11)
Altra parte della dottrina ritiene, invece, che l’effettiva ratio della norma sia quella di far partecipare tutti gli azionisti alla plusvalenza del patrimonio sociale effettivo rispetto al valore contabile del capitale, che per costoro sarebbe perduta qualora si interrompesse definitivamente il rapporto sociale (12)
La questione è stata oggetto anche di una pronuncia del tribunale di Milano (13) che ha accolto un’interpretazione estensiva dei presupposti di emissione delle azioni di godimento.
Altra operazione sul capitale che risulta interessante analizzare sotto il profilo della azioni di godimento è l’aumento gratuito. La dottrina si è chiesta se gli azionisti di godimento partecipino o meno a tale operazione ed in caso di risposta positiva quali siano le azioni che devono essere loro assegnate. La risposta cambia in base alla tesi cui si aderisce in ordina alla natura giuridica delle azioni in commento.
Per la dottrina secondo cui le azioni di godimento rappresentano solo titoli di credito per pretendere i diritti patrimoniali di cui all’articolo 2353 c.c., in caso di aumento gratuito nulla deve essere assegnato ai titolari delle azioni di godimento. La parte della dottrina che, viceversa, definisce le azioni di godimento quali autentiche partecipazioni sociali, sia pur modificate nel loro contenuto a sua volta si articola in più filoni. Alcuni autori affermano che agli azionisti di godimento non possono essere assegnate azioni ordinarie perché altrimenti essi tornerebbero a godere di diritti che invece dovrebbero essergli irreversibilmente negati (14), ma ad essi dovranno essere attribuite solo azioni di godimento. Altri autori ritengono, invece, che in presenza di azioni di godimento il principio di parità di trattamento dei soci finisce col prevalere sul principio di omogeneità (in virtù del quale l’aumento gratuito dovrebbe sempre comportare la distribuzione di azioni con caratteristiche uguali a quelle in circolazione e in proporzione alle stesse), ragion per cui l’esigenza che gli azionisti, che hanno già una volta visto compresso il diritto ad essere soci a tutti gli effetti, non siano nuovamente pregiudicati imporrebbe di attribuire loro azioni ordinarie. (15)
Infine, per quanto riguarda il rapporto tra azioni di godimento e aumento oneroso del capitale sociale, anche in questa ipotesi la dottrina non è unanime. Secondo alcuni autori, agli azionisti di godimento devono essere offerte in opzione nuove azioni ordinarie come per tutti i soci, aderendo alla tesi secondo cui gli azionisti di godimento devono essere assimilati a veri a propri soci ( 16) e per il tenore letterale dell’articolo 2353 c.c. dal quale deriva l’impossibilità di emettere azioni di godimento in sede di aumento gratuito.( 17)
Secondo altra parte della dottrina, partendo dal presupposto che si azionisti di godimento non sono soci, essi non hanno diritto di opzione. ( 18)
Alla luce di quanto esposto sin qui emerge con chiarezza il difficile inquadramento di tali azioni e del loro utilizzo nella realtà pratica.

(1) M.Bioni, Le azioni.
(2) N. Abriani, Commento all’articolo 2353 c.c. in Commentario Cottino, vol. II, 2004
(3) MARCHETTi
(4) Commentario Marchetti
(5) S. Patriarca, Le azioni.
(6) Di Sabato, Diritto Delle Società; T.Ascarelli, Riflessioni in tema di Titoli azionari e società tra società; Marchetti, Rivista delle società.
(7) Di Sabato, Diritto Delle Società; T.Ascarelli, Riflessioni in tema di Titoli azionari e società tra società. Commentario Marchetti.
(8) C.A. Busi, Assemblea e decisioni dei soci nelle società per azioni e nelle società a responsabilità limitata, Ed. 2008, pag. 761(azionisiti di godimento e partecipazione ai lavori assembleari)

(9)M. Bione, Le azioni, in Trattato delle società per azioni; Angelici, Le azioni, in Commentario del codice Civile.

(10) Dizionario giuridico del notariato, nella casistica pratica; Patriarca, Le azioni di godimento; Angelici, Le azioni, in commentario del codice civile, Bione, Le azioni, in trattato delle società per azioni.
(11) M. Bione, Le azioni; S. Patriarca, Le azioni; P.Grosso, Categorie di azioni; C. Angelici, Le azioni.
(12) P. Marchetti, rivista delle società; F. Di Sabato, diritto delle società; V. Santoro, Commento all’articolo 2353 c.c. in Commentario Sandali- Santoro.
(13) decreto 27 giugno 1996
(14) Genghini-Simonetti, Le società di Capitali e le cooperative, Vol I
(15) Patriarca, Le azioni di godimento; Bione, Le azioni; Angelici, Le azioni; ù
(16) Campobasso, Diritto Commerciale.
(17) Genghini- Simonetti, Le società di Capitali e le cooperative, Vol. I
(18) Genghini – simonetti, Le società di Capitali e le cooperative, Vol. I

 

 

 

a cura di Elisa Zennaro

Le azioni di godimento sono previste all’articolo 2353 c.c.La ratio della norma va ravvisata nella salvaguardia del principio della parità di trattamento tra i soci sotto i profili patrimoniale e finanziario nell’ambito delle operazioni di riduzione del capitale da attuarsi mediante sorteggio e rimborso delle azioni estratte a valore nominale. (1) Ciò soprattutto al fine di consentire la conservazione, in capo capo ai soci le cui azioni sono state rimborsate, delle eventuali plusvalenze del patrimonio sul capitale, che essi invece non percepirebbero con il puro rimborso del valore nominale dei titoli annullati. (2)
Quanto alla funzione delle azioni di godimento, sotto il profilo patrimoniale, esse, in caso di liquidazione concorrono nella ripartizione del patrimonio residuo dopo il rimborso delle altre azioni al valore nominale. Sotto il profilo finanziario, esse concorrono nella ripartizione degli utili che residuano dopo il pagamento delle azioni non rimborsate di un dividendo pari all’interesse legale (3)
Il legislatore, con l’articolo 2353 c.c., individua le ipotesi in cui possono essere emesse le azioni di godimento ma non prevede un’espressa disciplina, pertanto sorgono numerosi interrogativi in ordine al loro ruolo all’interno dell’organizzazione societaria e delle varie operazioni sul capitale sociale.
Prima di procedere ad una disamina di tali problematiche pare opportuno fare un breve cenno in ordine alla natura giuridica delle azioni in commento. La dottrina si è interrogata se tale categoria di azioni fosse o meno una partecipazione sociale. (4)
Secondo alcuni autori esse rappresentano solo il titolo di credito per pretendere i diritti patrimoniali di cui all’art. 2353 c.c., perché a fronte dell’azione di godimento non vi sarebbe più un conferimento, dato che il valore nominale dell’azione è stato rimborsato. (5)
Altra parte, viceversa, ritiene che le azioni di godimento siano autentiche partecipazioni sociali, sia pur modificate nel loro contenuto. Il capitale sociale esprime il valore originario dei conferimenti, eseguiti i quali, il socio partecipa ad una quota ideale del patrimonio della società, com’è dimostrato dal fatto che egli continua ad essere socio in sede di liquidazione quando gli sia stato rimborsato il valore nominale e debba ancora ricevere eventuali ulteriori somme da ripartire.(6)
Di regola occorre chiedersi se sia necessaria la preventiva previsione statutaria affinché la società possa legittimamente emettere azioni di godimento. La risposta dipende dalla tesi a cui si intende aderire riguardo alla loro obbligatorietà o meno ex lege nell’ipotesi di riduzione reale non proporzionale. Nel primo caso la previsione potrebbe anche mancare, nel secondo no. Tuttavia, in caso di azioni di godimento con diritto di voto si ritiene che la previsione statutaria sia necessaria per quanto previsto dall’articolo 2353 c.c. nella parte in cui richiede l’espressa attribuzione del diritto di voto.
Come emerge dalla lettera dalla legge se non è espressamente previsto nello statuto le azioni di godimento sono prive del diritto di voto. Da ciò sorgono i seguenti quesiti: l’azionista di godimento è socio? Come vengono considerate tali azioni ai fini dell’individuazione del quorum costitutivo e deliberativo dell’assemblea? Che cosa succede in caso di assemblea totalitaria?
Secondo autorevole dottrina l’azionista di godimento è socio (7) a prescindere dal fatto che le azioni siano o meno munite di diritto di voto. Pertanto ai fini della regolare costituzione dell’assemblea dei soci l’azionista di godimento dovrà essere convocato al pari di tutti gli altri e le sue azioni dovranno essere computate ai fini del calcolo del quorum costitutivo. Per quanto riguarda il computo ai fini del calcolo del quorum deliberativo, invece, se le azioni sono dotate di diritto di voto saranno necessarie ai fini del suddetto calcolo, in caso contrario non si terrà conto di esse.
In presenza di azioni di godimento prive di diritto di voto la situazione si complica nel caso di assemblea totalitaria. In particolare la dottrina ha discusso a lungo se tali azionisti avessero comunque diritto di intervento alle adunanze assembleari.
Dopo la riforma del 2003, con l’art. 2370 c.c. il legislatore ha affermato in modo netto la strumentalità tra intervento e voto, ragion per cui è ormai pacifico che gli azionisti di godimento privi di voto non possono partecipare. (8)
In conseguenza dal punto di vista redazionale la presenza dell’azionista di godimento all’assemblea totalitaria può essere giustificata solo da un consenso (unanime, secondo parte autorevole della dottrina) dei soci (e, preferibilmente, del presidente dell’assemblea).
Come sopra accennato occorre fare qualche riflessione in ordine al rapporto tra la presenza in società di azioni di godimento e le varie operazioni sul capitale. La maggior parte degli autori contempla l’emissione di azioni di godimento facendo riferimento alla riduzione non proporzionale con sorteggio, ritenendo però che il Legislatore all’art. 2353 c.c. non limital’emissione di tali azioni solo a questa ipotesi.(9)
La dottrina è divisa nell’ammettere l’emissione di azioni di godimento, oltre nel caso di riduzione volontaria, anche a seguito di riduzione del capitale sociale per perdite. (10)
Parte della dottrina ritiene che l’articolo 2353 c.c. non si possa applicare alla fattispecie della riduzione del capitale per perdite per due motivi. Da un lato per il tenore letterale della norma in commento, che prevede l’emissione delle azioni di godimento esclusivamente in relazione ad azioni rimborsate al loro valore nominale. Nella riduzione del capitale per perdite non si assiste ad alcun rimborso monetario. Dall’altro lato, mancherebbe la ratio sottesa all’emissione delle azioni di godimento, in quanto la riduzione per perdite avviene solitamente mediante riduzione paritetica del valore nominale di tutte le azioni, non realizzando una violazione del principio di parità di trattamento. (11)
Altra parte della dottrina ritiene, invece, che l’effettiva ratio della norma sia quella di far partecipare tutti gli azionisti alla plusvalenza del patrimonio sociale effettivo rispetto al valore contabile del capitale, che per costoro sarebbe perduta qualora si interrompesse definitivamente il rapporto sociale (12)
La questione è stata oggetto anche di una pronuncia del tribunale di Milano (13) che ha accolto un’interpretazione estensiva dei presupposti di emissione delle azioni di godimento.
Altra operazione sul capitale che risulta interessante analizzare sotto il profilo della azioni di godimento è l’aumento gratuito. La dottrina si è chiesta se gli azionisti di godimento partecipino o meno a tale operazione ed in caso di risposta positiva quali siano le azioni che devono essere loro assegnate. La risposta cambia in base alla tesi cui si aderisce in ordina alla natura giuridica delle azioni in commento.
Per la dottrina secondo cui le azioni di godimento rappresentano solo titoli di credito per pretendere i diritti patrimoniali di cui all’articolo 2353 c.c., in caso di aumento gratuito nulla deve essere assegnato ai titolari delle azioni di godimento. La parte della dottrina che, viceversa, definisce le azioni di godimento quali autentiche partecipazioni sociali, sia pur modificate nel loro contenuto a sua volta si articola in più filoni. Alcuni autori affermano che agli azionisti di godimento non possono essere assegnate azioni ordinarie perché altrimenti essi tornerebbero a godere di diritti che invece dovrebbero essergli irreversibilmente negati (14), ma ad essi dovranno essere attribuite solo azioni di godimento. Altri autori ritengono, invece, che in presenza di azioni di godimento il principio di parità di trattamento dei soci finisce col prevalere sul principio di omogeneità (in virtù del quale l’aumento gratuito dovrebbe sempre comportare la distribuzione di azioni con caratteristiche uguali a quelle in circolazione e in proporzione alle stesse), ragion per cui l’esigenza che gli azionisti, che hanno già una volta visto compresso il diritto ad essere soci a tutti gli effetti, non siano nuovamente pregiudicati imporrebbe di attribuire loro azioni ordinarie. (15)
Infine, per quanto riguarda il rapporto tra azioni di godimento e aumento oneroso del capitale sociale, anche in questa ipotesi la dottrina non è unanime. Secondo alcuni autori, agli azionisti di godimento devono essere offerte in opzione nuove azioni ordinarie come per tutti i soci, aderendo alla tesi secondo cui gli azionisti di godimento devono essere assimilati a veri a propri soci ( 16) e per il tenore letterale dell’articolo 2353 c.c. dal quale deriva l’impossibilità di emettere azioni di godimento in sede di aumento gratuito.( 17)
Secondo altra parte della dottrina, partendo dal presupposto che si azionisti di godimento non sono soci, essi non hanno diritto di opzione. ( 18)
Alla luce di quanto esposto sin qui emerge con chiarezza il difficile inquadramento di tali azioni e del loro utilizzo nella realtà pratica.

(1) M.Bioni, Le azioni.
(2) N. Abriani, Commento all’articolo 2353 c.c. in Commentario Cottino, vol. II, 2004
(3) MARCHETTi
(4) Commentario Marchetti
(5) S. Patriarca, Le azioni.
(6) Di Sabato, Diritto Delle Società; T.Ascarelli, Riflessioni in tema di Titoli azionari e società tra società; Marchetti, Rivista delle società.
(7) Di Sabato, Diritto Delle Società; T.Ascarelli, Riflessioni in tema di Titoli azionari e società tra società. Commentario Marchetti.
(8) C.A. Busi, Assemblea e decisioni dei soci nelle società per azioni e nelle società a responsabilità limitata, Ed. 2008, pag. 761(azionisiti di godimento e partecipazione ai lavori assembleari)

(9)M. Bione, Le azioni, in Trattato delle società per azioni; Angelici, Le azioni, in Commentario del codice Civile.

(10) Dizionario giuridico del notariato, nella casistica pratica; Patriarca, Le azioni di godimento; Angelici, Le azioni, in commentario del codice civile, Bione, Le azioni, in trattato delle società per azioni.
(11) M. Bione, Le azioni; S. Patriarca, Le azioni; P.Grosso, Categorie di azioni; C. Angelici, Le azioni.
(12) P. Marchetti, rivista delle società; F. Di Sabato, diritto delle società; V. Santoro, Commento all’articolo 2353 c.c. in Commentario Sandali- Santoro.
(13) decreto 27 giugno 1996
(14) Genghini-Simonetti, Le società di Capitali e le cooperative, Vol I
(15) Patriarca, Le azioni di godimento; Bione, Le azioni; Angelici, Le azioni; ù
(16) Campobasso, Diritto Commerciale.
(17) Genghini- Simonetti, Le società di Capitali e le cooperative, Vol. I
(18) Genghini – simonetti, Le società di Capitali e le cooperative, Vol. I

 

 

 

a cura di Elisa Zennaro